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E’ noto che l’utilizzo di piante e derivati naturali, nella preparazione di prodotti destinati all’applicazione topica, ha accompagnato per secoli la civiltà umana. Negli ultimi decenni, un po’ spinti da una nuova attenzione verso l’ambiente, un po’ vittime di una pubblicità che strizza l’occhio ai prodotti di origine naturale, abbiamo assistito ad un cresciuto interesse nei confronti di questa tipologia di prodotti e, contemporaneamente, ad una demonizzazione, spesso ingiustificata, delle sostanze di sintesi, ritenute dannose per sé e per l’ambiente.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza tra le terminologie e la realtà!

Cos’è la cosmesi naturale?

Quando si parla di cosmesi naturale, nell’immaginario del consumatore si intende indicare prodotti realizzati esclusivamente, o quasi, con materie prime vegetali. Ma in realtà le cose non stanno sempre cosi.

Il termine cosmesi naturale non è univoco e neppure regolamentato: con questa definizione spesso si intendono prodotti molto diversi tra loro.
I prodotti cosiddetti “naturali” dovrebbero essere composti esclusivamente o quasi da ingredienti di origine vegetale. Quelli “eco”, dovrebbero essere più eco-sostenibili, quindi formulati con più attenzione verso l’ambiente e quelli “bio”, oltre ad avere gran parte degli ingredienti di origine vegetale, dovrebbero provenire da agricoltura biologica. Tutte queste caratteristiche non sono, però regolamentate né riconosciute ufficialmente! Esistono solo delle certificazioni volontarie, che prevedono precisi protocolli di produzione. Questo tipo di certificazioni sono rilasciate da enti privati ma non sono riconosciute a livello legislativo.

Naturale significa più sano e sicuro?

Falso. Un prodotto che abbia una o più di queste caratteristiche, e che sia quindi un cosmetico “naturale”, non è necessariamente più sicuro o migliore degli altri. Tutti i prodotti cosmetici devono rispondere a requisiti di legge previsti dal regolamento europeo (Re. Ce 1223/2009), siano essi “classici” o “eco-bio”. Il produttore deve fornire documenti sulla valutazione della sicurezza, non devono essere contenuti ingredienti vietati, le concentrazioni degli ingredienti per cui sono previsti dei limiti devono essere a norma, le etichette devono contenere tutte le informazioni obbligatorie.
E’ importante sottolineare che il termine “sostanza chimica di sintesi” non è sinonimo di “nocivo” o “irritante”, e che il cosmetico è una matrice complessa e, in quanto tale, va giudicata nell’insieme dei suoi componenti, nei rapporti delle concentrazioni e nel dosaggio degli ingredienti ritenuti “critici” in termini di biodegradabilità, nelle verifica della tollerabilità e dell’efficacia del prodotto finito.

I cosmetici naturali contengono ingredienti di sintesi?

Certo, e ciò dipende dal fatto che non è tecnicamente possibile realizzare cosmetici privi di sostanze di sintesi indispensabili per la struttura e la stabilità del prodotto (addensanti, emulsionanti, conservanti), in quanto non sono ancora stati trovati ingredienti di origine vegetale in grado di sostituire alcuni additivi tecnici di sintesi.

I cosmetici naturali non contengono conservanti?

>p>Falso. Che sia naturale o no, un cosmetico deve contenere sostanze che ne impediscano il deterioramento nel tempo.  Infatti, tranne che per alcune eccezioni (prodotti ad alto contenuto di alcool, glicoli o con scarso contenuto di acqua) tutti i prodotti cosmetici sono suscettibili di inquinamento durante tutta la loro vita e durante l’utilizzo. E’ necessario, quindi, l’utilizzo di sostanze che contribuiscano a mantenere inalterate nel tempo le caratteristiche microbiologiche e fisiche del prodotto: i conservanti.
Tutti i conservanti utilizzati in cosmetica sono regolamentati per legge e riportati in un allegato specifico (allegato V del Reg. CE 1223/2009) del regolamento cosmetico, che ne indica anche le specifiche e le concentrazioni massime di utilizzo.
E’, quindi, sicuramente più sicuro utilizzare un prodotto ben conservato con sostanze autorizzate che non conservato affatto!

In conclusione…

Da quanto detto è adesso chiaro che in merito all’argomento cosmesi naturale c’è molta confusione e disinformazione. La comunicazione non è sempre chiara e può trarre in inganno il consumatore.

Volendo essere seri e corretti bisognerebbe comunicare che, indipendentemente dalla tipologia di prodotto che scegliamo, quello che fa di un cosmetico un buon cosmetico non è la natura delle materie prime utilizzate ma la sapienza e la conoscenza con la quale si scelgono e si miscelano le singole materie prime. Una buona formulazione è costruita partendo dalla fisiologia cutanea, scegliendo le materie prime tra quelle più pure, sicure, stabili ed efficaci, indipendentemente dalla fonte di derivazione.

L’obiettivo finale è garantire un prodotto efficace che sia compatibile con l’ecosistema della nostra pelle e ne rispetti l’equilibrio e la funzionalità. Che sia sicuro e stabile nel tempo e che, non meno importante, sia piacevole e appagante nell’utilizzo.

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